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Andrea Bastogi

Andrea Bastogi è nato a il 9 aprile 1960. Ha due figlie e vive a Orbetello.

Diplomato nel 1978, per i successivi vent’anni ha condotto le attività commerciali di Cartoleria, Libreria e Articoli Sportivi. Parallelamente si forma viaggiando e studia, ma soprattutto sperimenta, le varie forme di Arti Visive. Realizza reportage in tutto il mondo, si specializza come fotografo particolarmente abile nei ritratti e diventa pratico della camera oscura.

Nel 2000 cede la propria attività commerciale e si abbandona completamente alla propria natura artistica. Con lo pseudonimo di Fotomobile, che identifica la dinamicità multiforme dei suoi progetti, cura installazioni video e mostre fotografiche in musei e gallerie, realizza cortometraggi, pubblica libri e cataloghi, documenta spettacoli teatrali, inventa e organizza eventi come il Festival dei Giardini, diventa un abile Vj e selezionatore di musica in locali e feste private.

Dal 2015 Andrea raccoglie le proprie esperienze di regia di avvenimenti, di performer, di coordinamento fra artisti e luoghi di azione, e si propone come Uhff!.
Sbuffo o sospiro di piacere, Uhff! è il desiderio di realizzare un divertimento che sia colto e leggero, nello stile e nella sostanza.

“Alla ricerca permanente di nuove espressioni, con la profonda convinzione che la condivisione dei valori artistici debba concretizzarsi in una produzione, oggi Andrea realizza vari eventi su commissione o personalmente concepiti, in cui l’espressione si coniuga sempre con gli spazi che la ospitano. Andrea Bastogi si muove in luoghi dell’immaginario a lui familiare in cui ogni inquadratura diventa narrazione, dove l’immagine, oltre l’esplicito, possa rivelare anche le sue pieghe più segrete e le sue ambiguità. Come fotografo, filmaker, vj, dj e performer, gioca con le tecnologie primarie o di ultima generazione come elemento di scavo, di sintesi e quindi di potenziamento poetico della proria libreria multimediale, sempre in evoluzione. Nel suo percorso si assapora l’etica creativa dell’Homo Faber. Le capacità manuali lo rendono un’artista bio-tecnologico, colui cioè che usa il calore del gesto creativo per portare a fusione, verso un unico risultato espressivo, l’anima fredda del linguaggio tecnico con cui si esprimono le macchine di riproduzione dell’immagine.
Budner Ozner

Una principale qualità definisce il suo lavoro: "tutto ciò deve passare nella trasversalità, che vuol dire essere condiviso tra diverse persone, diverse geografie, diverse competenze, diverse arti". C’é un’altra condizione al suo lavoro, assoluta: che ci sia desiderio…
Souâd Belhaddad

 

 

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