Andrea Bastogi

Andrea Bastogi è un artista multimediale. Attraversa fotografia, video, suono e performance, sviluppando installazioni e progetti audiovisivi in cui l’esperienza individuale si apre alla dimensione collettiva
Nel progetto Uhff! confluiscono ricerca visiva, musicale e performativa.

Andrea Bastogi

Andrea Bastogi è un artista multimediale. Attraversa fotografia, video, suono e performance, sviluppando installazioni e progetti audiovisivi in cui l’esperienza individuale si apre alla dimensione collettiva
Nel progetto Uhff! confluiscono ricerca visiva, musicale e performativa.

Identità

Uhff! (ultra high frequency fun) è un movimento e un gesto universale, un linguaggio dinamico e riflessivo,
un’espressione del corpo che non ha bisogno di traduzione.
Attraversa le lingue, coinvolge, sorprende e fa sorridere.
È il desiderio di realizzare divertimento e atmosfere che siano ricercate nella sostanza e rendano possibile una realtà comune attraverso la contaminazione fra persone, immagini, movimento e musica - musica e corpo vivo - inseparabilità di arte e vita.
È un invito a partecipare, a lasciarsi attraversare da una frequenza più alta di leggerezza e connessione.
Un luogo dove il divertimento diventa esperienza, incontro e possibilità
.
Andrea Bastogi

Testimonial

Artista è una persona che sa cogliere la grandezza dei dettagli, che li sa gustare e riproporre, evocando, della realtà che lo circonda, non soltanto l’apparenza ma l’anima, il senso profondo.
Ho pensato: “Ma questo Andrea Bastogi, con quell’arietta sorniona da bravo ragazzo, è un artista”. Mi ha fatto piacere scoprirlo, perché frequento i suoi luoghi da tanti anni, e li amo, e scoprire che hanno prodotto un artista, è rassicurante: saprà difenderli dalla distrazione, ho pensato, dal consumismo di chi tutto calpesta per farsi dorare dal sole e non si accorge mai di niente.
E’ una assicurazione contro ogni rischio di rapina, di appiattimento, di degrado, la presenza di un occhio che sa guardare, e raccontare ciò che ha visto. Bastogi sa guardare: le sue fotografie sono, contemporaneamente, istantanee (un flash che coglie l’attimo, blocca il movimento) e destinate a durare come un quadro, su cui soffermi lo sguardo a lungo, cercando l’essenza senza tempo, la profondità d’una visione, capace di dire più di quel che vedi.

Lidia Ravera

LIVE SET

Dj Visual

Quando Andrea Bastogi si presenta per un concerto, c'è la garanzia che la sua esibizione sarà intensa, appassionata e sentita. Sarà il prodotto di una vita trascorsa ampliando la sua esperienza di ascolto in tutto il mondo, della sua sperimentazione ed esperienza come fotografo consumato che crea immagini che esprimono potentemente la condizione umana; sarà il risultato dell'acquisizione di una vasta gamma di abilità tecniche e manuali a causa della sua insistenza su un approccio pratico impeccabile alla sua arte.
La sua transizione al video e alla proiezione gli consente di utilizzare immagini in movimento dinamiche, unite al suono in una fusione incredibilmente sensibile e intelligentemente profonda che lascia il suo pubblico alterato psichicamente con un senso di comunione e - buone vibrazioni.
David Genovesi

Recording studio

Andrea Bastogi è un sapiente maestro del suono e della luce. Utilizza sorgenti e visive come materia pittorica e indagine psicologica. Cosa cerca? Cosa vuole svelare nei suoi soggetti, quasi sempre colti con uno sguardo rivolto dentro se stessi? La risposta ai pensieri nascosti? Allo spaesamento? All’angoscia dell’uomo contemporaneo, frammentato, in trappola?
Bastogi nei suoi video utilizza la luce come uno scalpello da scultore che lavora nelle ombre dello spirito alla ricerca di una rivelazione, di un insight. Forse nel suo fare, nel suo essere fotografo, dj e videomaker si rende conto che cogliere il senso profondo delle cose è un fatto che sfugge e fugge continuamente.
Nelle sue immagini si cela l’intuizione che nel caos della realtà quotidiana, si nasconde un bisogno di centralità. Questa esigenza affonda le sue radici nel passato della propria storia, nell’interiorità profonda in contrasto con lo spaesamento di un presente senza tempo, totalizzante, frammentato, dilaniato da conflitti, dall’idea del consumo come valore: un presente che ci fa sentire superficiali, vuoti, senza storia. Una realtà che sembra poter fare a meno dell’arte, dello spirito, di una poesia.
Andrea Bastogi è un viaggiatore ostinato in mondi interiori, usa la tecnologia come pretesto, come metafora per esprimere la caducità, il senso profondo dell’attimo fuggente, di valori dell’esistere, che vanno continuamente ridefiniti, di una realtà imprendibile e fantastica.
Angelo Marotta

FOTOGRAFIA

Reportage

Ogni vera e bella immagine invita a piangere sul destino delle figure tutte: “passa infatti la figura di questo mondo”. Così avverte i Corinzi Paolo nella sua prima lettera (7, 31), e da tempo non solo i corinzi, ma noi tutti sappiamo che è così: viviamo nel tempo, e il tempo passa, e con esso tramontano le cose di questo mondo.
C’è però un altro mondo, quello dell’arte - la pittura, la fotografia, la poesia - dove proprio nell’immagine si lascia fissare ciò che svanisce. E’ una resurrezione minore, per chi spera in quella finale; ma per chi crede solo nell’arte, è un miracolo inaudito.
Nei lavori di Andrea Bastogi io vedo risorgere luoghi a me cari, luoghi perduti, svaniti. Sono immagini che risorgono e mi riguardano - sono immagini che guardano me, non io loro. Da dentro quelle immagini un occhio intelligente e ironico mi fissa e mi risveglia e nascono in me sentimenti nuovi che riafferrano sensazioni antiche e mi trascinano a ricordo di qualcosa che avevo già visto e si era perduto nell’oblio. Di fronte alla sobria tenerezza di quest’occhio intelligente anch’io sorrido della bellezza e della semplicità del mondo. I libri in riva al mare mi fanno allegria: li amo entrambi.
Rido di quel corpo di donna fatto di carne e di media - un composto sempre più attuale. E mi dico: ecco cosa significa vedere. E la tristezza della caducità muta in meraviglia; sì, certe immagini trattengono le cose di questo mondo dal trapassare.
Nadia Fusini

Foto di scena

Andrea è una persona dalla severa delicatezza. Severa, perché non lascia scappare niente, o niente per quel che le sue forze gli permettono. Ma delicata, perché questa severità si raccoglie nel gusto del lavoro, oltre che della quotidianità.
Severità e delicatezza si riassumono, per esempio, nel saper abbandonare l’urgenza di uno scatto per non spezzare l’istante, per non recare disturbo a quella meraviglia. Si potrebbe anche pensare che un simile garbo nuoccia al talento professionale. Un fotografo, specie se reporter, deve saper cogliere l’istante a qualunque costo. Ma le fotografie di Andrea sembrano smentire questa regola.
E contenere le stesse qualità che si rilevano nella persona. Nel taglio, nelle inquadrature, nella composizione, nella luce, e anche nel meticoloso lavoro di montaggio, le fotografie sono riuscite, cioè belle.
C’è spesso un qualche guizzo che va oltre il naturalismo, che porta un’intonata stonatura, qualcosa che non si capisce di primo acchito, che non si nota all’istante, ma che dà alla foto un umore tutto suo e le dinamizza. Altre tendono invece ai deliqui del romanticismo, ma senza strafare, con una retorica ben ripulita grazie alla nettezza delle linee.
Fabio Santopietro

EVENTI

Feste

Gli amici. Tutto è cominciato così.
Quelli con cui si organizzano le prime feste, i primi compleanni. Chi porta le casse, il giradischi, le selezioni musicali; chi si improvvisa Dj (ben prima che la parola fosse di moda) e chi aveva tutto previsto: i brani rock per protesta contro la guerra in Vietnam, o quelli di Celentano contro il cemento, i brani per volare e i brani per sedurre la ragazza che faceva impazzire tutti… Ai primi avvenimenti di vita non doveva mancare niente.
Prevedere tutto con gli amici era già importante.
Poi tutto è continuato per gli amici che, sparpagliati dalla vita, aspettano di riunirsi, specialmente in estate, intorno a musica e cibo. Un modo per radunare gli amici è quindi quello di organizzazione delle feste, anzitutto per celebrare il legame, che gli anni non fanno che rinforzare.
Reinventare in modo creativo questi incontri diventa per Andrea una necessità. Nell’occasione di festeggiare il suo matrimonio con Anna, nel 2009, accetta la proposta di Flavia di chiedere agli amici di esporre un'opera, per far condivisione delle esperienze artistiche di ciascuno, giacché tutti sono diventati, proprio come nei desideri dei vent’anni, pittori, grafici, scultori, critici d’arte, fotografi, maestri, fabbri, attori, registi, scrittori, giornalisti, insegnanti, genitori, psicanalisti, architetti, stilisti, venditori, marinai, comunque eterni viaggiatori… I regali sono, dunque, un’esposizione di foto, sculture, dipinti e performance.
Il luogo della festa sarà lo stesso Castello di Capalbio dove i due si sono conosciuti, un modo per celebrare l’Unione in tutti i suoi aspetti, ma anche il legame alla terra di Maremma, così cara, così familiare, eppur sempre sorprendente.
E ancora una volta rivisitarne la geografia da un punto di vista creativo, attraversare i suoi luoghi, i suoi spazi, il suo patrimonio storico e culturale per arricchirlo di nuove produzioni artistiche e sociali.
Andrea Bastogi, appoggiandosi sempre alla sua piccola casa di produzione Fotomobile, al movimento Uhff! ha concepito diversi eventi artistici in cui l’espressione trova sempre coincidenza con il luogo. Come l’interpretazione del sermone di Giona dal Moby Dick, proclamato al tramonto da un amico coraggioso, dal pulpito del relitto di una nave appositamente costruito e adagiato sulla riva della Giannella; come farmi apparire in videoproiezione, tramite skype, dal mio studio di Parigi al suo giardino in Orbetello, nei panni di uno dei miei personaggi teatrali per condurre un'insolita intervista ai presenti (La risata inappropriata).
Questa doppia celebrazione dell’amicizia e della Maremma, strettamente legate, non si può fare, a mio parere, che attraverso l’immagine. Un’immagine che, citando Bùdren Ozner, sia mobile come il pensiero, come i nostri percorsi e le nostre creazioni. Fotomobile diventa così concetto del suo lavoro di fotografo e di videasta.
Sempre alla ricerca, senza posa, di nuove forme d’espressione, di nuova musica, di nuovi lavori, di nuovi interrogativi, di far convergere le arti e più il tempo passa, più la convinzione di una comunicazione inter-artistica si imprime nella sua organizzazione degli eventi, delle feste o delle serate, in cui il primo scopo è la condivisione. Nel 2010 Andrea fa nascere una nuova iniziativa dal nome Festival dei giardini, un tentativo di elargire ad altri ciò che gli amici, nodo centrale del suo percorso, hanno costituito come gruppo artistico e, in un certo modo, un laboratorio di idee. Dal 2015 Andrea inizia a raccogliere esperienze in campo musicale, visual, organizzativo e con il logo Uhff! (Ultra high frequency fun) diventa un'abile Vj e Dj, concretizzando nuovi performing stage nel desiderio di realizzare divertimento e atmosfere che siano ricercate nella sostanza e rendano possibile una realtà comune attraverso la contaminazione fra persone, immagini, movimento, musica. Inseparabilità di arte e vita.
Qualcuno, vicino o più lontano, professionista o anonimo, potrebbe avere il desiderio d’una iniziativa, di una creazione - la missione di Andrea potrebbe essere di accompagnarli al meglio, nella logistica, nella scenografia e nella scelta degli artisti a cui affidarsi. Ecco dunque Andrea Bastogi, oggi organizzatore di eventi, personalmente concepiti o commissionati.
Una principale qualità definisce il suo lavoro: "tutto ciò deve passare nella trasversalità, che vuol dire essere condiviso tra diverse persone, diverse geografie, diverse competenze, diverse arti".
C’é un altra condizione al suo lavoro, assoluta: che ci sia desiderio…

Souâd Belhaddad

Installazioni

Non appena saputa la notizia della morte di Nelson Mandela, d’impulso e senza pianificazioni, Andrea Bastogi prende il primo aereo per tuffarsi in quello che è stato subito considerato “il funerale più imponente della storia”. Senza accrediti stampa, in mezzo a migliaia di africani in fila, documenta la commozione e la gioia nel momento dell’estremo saluto all’uomo che ha ridato libertà, dignità e speranza al suo popolo. Le immagini ci trasportano in mezzo alla gente di Nelson Mandela, prima al seguito del funerale, poi attraverso strade, città e villaggi del Sud Africa, storie parallele di una società in grande divenire. Lo spirito non può essere imprigionato né in una cella, né in una bara.
Lo spirito è sempre più avanti. Andrea Bastogi, con il suo lavoro, lo rende palpabile, respirabile.
Marina Mander

ESPLORAZIONI

Pensiero e messa in scena

La foto non fissa, è mobile come il pensiero.

Lo sguardo è chiamato a farsi intuizione, aprire un ricordo, dare volto a segrete sensazioni, chiamare attivamente al dialogo, al gioco di ridefinizione, alla messa a fuoco di ogni singola immagine.
Andrea Bastogi è un viaggiatore. Ha scattato foto in luoghi e mondi geograficamente lontani o nei paesaggi a noi più consueti, ma per questo ormai invisibili, deformati dalla percezione fissata dall’abitudine.
Andrea è un artigiano ricco di memoria.
Nella sua bottega sono appese le fotodinamiche dei fratelli Bragaglia, le forbici dei maestri intagliatori di silhouette del teatro di ombre cinesi, riecheggiano i lampi surreali delle provocazioni della pop-art rivisti dalla cultura digitale, il rigore e l’essenzialità degli Haiku.
Nell’era della velocità, della riproducibilità, della serialità e dell’elogio della quantità a discapito di ogni qualità nel suo percorso si assapora l’etica creativa dell’Homo Faber, che sapientemente gioca con tecnologie primarie o di ultima generazione come elemento di scavo, di sintesi e quindi di potenziamento poetico delle immagini riprese.
Andrea nel processo compositivo di ogni scatto o frame non si serve di programmi o tecnologie per riempire vuoti creativi, saturandoli, banalizzandoli con effetti e sterili trucchi.
Bastogi è un’artista bio-tecnologico usa cioè il calore del gesto creativo per portare a fusione verso un unico risultato espressivo l’anima fredda del linguaggio tecnico con cui si esprimono le macchine di riproduzione dell’immagine.
Nelle produzioni è evidente un continuo “remixaggio” di oggetti ed alfabeti. Costante è l’intreccio fra il tangibile processo di sviluppo dell’immagine fissata su pellicola, tramite acidi e tempi personalizzati e l’uso originale del “caldo” web e dei programmi digitali così l’hi-tech si fa low, anzi a love-tech, materiale sensibile con cui Bastogi come un sapiente scrittore tesse la trama di ogni immagine, pixel per pixel. Ogni inquadratura, nata volutamente dall’incontro fra ispirazione e caos, rigore scientifico e gesto non totalmente controllato è lasciata nella sua interezza originale, in nessun modo viene alterata la sua primigenia cornice in cui viene circoscritta ogni immagine. Dopo un lavoro meticoloso di prima selezione degli scatti dentro le residue e “casuali inquadrature”, l’artista inizia il percorso di “cura” di scelta di tecniche e strumenti perché ogni immagine, oltre l’esplicito, possa rivelare molti dei suoi segreti delle sue ambiguità. Solo così sarà finalmente pronta e fonte d’ispirazione per lo sguardo dei suoi,ci auguriamo numerosi spettatori.
I lavori di Andrea ci offrono l’opportunità di ricordare i surreali colori di un mondo fantastico visto in bianco e nero, o la selezione di invenzioni cromatiche per suggerire la cartografia emozionale di un paesaggio, di uno sguardo.
Renzo Boldrini

4E Music stage

Alcuni tipi di musica non parlano.
Non raccontano qualcosa.
Non portano un messaggio.
Sono il messaggio.
Non trasmettono informazioni: creano una condizione.
Una condizione di presenza.
Questo tipo di musica ci porta su un’onda fatta di presente. Non ci invita a interpretare,
ma a
entrare. Non ci chiede di capire, ma di abitare un’esperienza.
In quell’esperienza non c’è più una separazione netta tra chi ascolta, chi suona e
l’ambiente
in cui il suono accade. Corpo, spazio e suono entrano in risonanza.
Non perché prima fossimo davvero separati.
Ma perché il linguaggio tende a raccontare l’esperienza come se lo fossimo.
La musica, in alcuni momenti, rende percepibile qualcosa che esiste già: una continuità
tra
corpo e mondo.
Possiamo chiamare questo spazio un campo.
Un campo percettivo e relazionale in cui il suono attraversa i corpi, lo spazio, gli
strumenti e
le intenzioni. Non è qualcosa che arriva all’orecchio per essere elaborato da un cervello isolato. È qualcosa che accade tra.
La prospettiva delle 4E Cognition — embodied, embedded, enactive, extended — offre
una
buona cornice per comprendere questo tipo di esperienza musicale.
Embodied – incarnata
Il ritmo entra nel corpo.
Le vibrazioni non sono soltanto udite: sono sentite.
Il corpo risponde spontaneamente.
Un piede batte.
Le spalle si muovono.
La danza emerge prima di qualsiasi decisione.
wIl movimento non è una decorazione della musica.
È una delle forme attraverso cui la musica prende corpo.
Embedded – situata
L’esperienza musicale è sempre situata.
Non esiste solo il suono: c’è il luogo, la temperatura, l’odore dell’aria, le luci, gli altri corpi presenti. Tutto questo costituisce l’ambiente dell’esperienza.
La musica crea un ambiente acustico, ma l’esperienza nasce dall’incontro tra questo ambiente e il mondo sensoriale che lo circonda.
Enactive – enattiva
La musica non è mai un evento completamente passivo.
Accade perché qualcuno la suona e qualcuno la abita. Gli ascoltatori non sono semplici destinatari: partecipano alla costruzione dell’esperienza.
Muovendosi, respirando, reagendo ai ritmi, diventano co-creatori di ciò che sta accadendo.
La musica prende forma nell’azione.
Extended – estesa
La cognizione non è confinata all’interno del cervello.
Il suono attraversa strumenti, pavimenti, muri, corpi, tecnologie. La percezione musicale
è
un fenomeno distribuito nello spazio.
Non è qualcosa che accade dentro una testa.
È qualcosa che accade nel campo.
In questo campo emerge anche una dimensione profondamente intercorporea.
Samuele Papiro

PRINCIPALI COLLABORAZIONI

Festival & Teatri

Teatro della Laguna (1995, 1996)
Toscana delle Culture (1997, 2004)
Città del Teatro (dal 2004 al 2019)
Giallo Mare Minimal Teatro (dal 2004 al 2019)
Capalbio Art Festival (2004, 2005, 2012)
Accademia Amiata Mutamenti (2005, 2009, 2015)
Festival a Veglia, Teatro a Baratto (dal 2009 al 2022)
Orbetello Piano Festival (dal 2013 al 2020)
Teatro nel bicchiere (2017, 2019)
Instabili Vaganti (2020, 2024)
Kauatello Festival Orbetello (2025)
Semia Festival Saturnia (2025)

Pubblicazioni

Bianco e nero per Maremma (2001)
La gola (2002)
Ultimaspiaggia Vent'anni che tempo è? (2007)
Capalbio Calendario (2011)
Guida di Capalbio (2011)
Giorni che contano (2012)
Viva Mandela Viva! (2013)

Esposizioni

Castello Collacchioni Capalbio (1992, 1993, 2000)
Galleria Nazionale Arte Moderna Roma (2001)
Sala del Frontone Orbetello (1991, 2000)
Art Rom Gallery (2006)
Galleria Il Frantoio Capalbio (2005, 2006, 2008)
Galleria Il Mattatoio di Montalto (2010)
Rocca Talamone (2013)
Guzman Orbetello (2014)
Etablino Roma (2026)

Organizzazione

Festival Dei Giardini (2010 al 2014)
Vent'anni che tempo è? (2007)
Resistenze (2010)
Capalbio Art Cinema (2012)
Sabato al Franchino Garage (dal 2016 al 2020)
I 30 anni dell'ultima (2017)
Polo 30 anni (2017)
In mezzo alla strada (2018)
4Moons (2025)

Cortometraggi

Entonces (2001)
Cin'era (2004)
Europa, Europae (2006)
Ingenuo Ingegno (2008)
Ex Hotel (2009)
La ciurma (2009)
Ex Hotel (2009)
Cronache operaie (2011)

Videoproduzioni

Libera (2010)
Il bicchiere della staffa (2012)
Tango loco (2013)
Il futuro è Gnam (2013)
Can't change me (2013)
La Belvert (2014)
Vota Mav (2014)
La nuova macchina (2015)
Carina (2016)
Atti di devozione domestica (2014)
Orchestra Matterella (2019)

Performing stage

Teatro Rossi Pisa (2015)
Tevere At Gallery Roma (2015)
King's Club Orbetello (2011, 2012)
Franchino Garage Montemerano (dal 2016 al 2020)
Tuscany Festival San Vincenzo (2016, 2017, 2019)
Festa Delle Torri Monte Argentario (2016, 2017, 2018, 2019, 2025)
Botanical Dry Garden Magliano (2017)
Yacht Club Montecarlo (2017)
Contemporary Cluster Roma (2019)
Fringe Festival Milano Off (2019)
Maf Orvieto (2019)
Dobiart Gorizia (2019)
Live performing meeting Lazio Puglia (2019, 2021, 2022)
Dark Noon Roma (2020)
Equivalenze Festival Firenze (2022)
Baja Roma (2022)
Neurocognitive Accademy (2022, 2023)
Botteghino delle Meraviglie Orbetello (2022, 2023)
Frigidaire Capalbio (2023)
Teatro Miela Trieste (2023)
Emporio di Scansano (2025)
Polo Clarisse Grosseto (2025)
Altrove Orbetello (2026)